CRISTALLI: GRAN FINALE con la PIETRA MAGICA DELLE STREGHE





E con oggi terminiamo il nostro viaggio tra i minerali amici, sperando che da domani inizino i vostri viaggi personali fra rocce e pietre.

CRISTALLO DI ROCCA





Abbiamo davanti la regina delle pietre. Il cristallo di rocca si trasforma in corona per depositarsi sulla nostra testa, per la precisione all’altezza del settimo chakra, il chakra della corona e della purificazione suprema, il centro energetico dall’energia più sottile che ci collega direttamente con il Divino.

Secondo le credenze popolari, il cristallo di rocca o quarzo ialino, riesce ad abbassare la temperatura corporea. Basta posizionare due esemplari sulle piante dei piedi per far subito diminuire la febbre. Le sue proprietà sono conosciute da secoli, sin da quando era considerato acqua solidificata (ghiaccio).

Da questa credenza nasce il nome “cristallo di rocca”.

I Maya utilizzavano il cristallo di rocca per potenziare i loro rituali. I greci bevevano l’Ambrosia in bellissimi calici di cristallo di rocca, gli aborigeni australiani identificavano il quarzo con mabain, la sostanza utilizzata dai saggi per ottenere e potenziare i loro poteri.

Il quarzo ialino è da sempre considerato uno dei minerali magici per eccellenza. Dotato di virtù ipnotiche e divinatorie, quando assume determinate forme (la famosa sfera di cristallo) induce la persona che la fissa in trance, permettendo così di viaggiare tra passato, presente e futuro. 

Il cristallo di rocca però, è particolarmente famoso in cristalloterapia perché amplifica qualsiasi tipo di energia. Purifica l’aura, sblocca i chakra, amplifica l’energia degli altri cristalli e le capacità extrasensoriali.Aiuta ad attingere alle proprie riserve di prana, stimolando anche il sistema immunitario.

E’ associato all’elemento fuoco e per tanto alla forza maschile, con tutti i requisiti “tipici”. Tuttavia le caratteristiche tipiche dell’energia yang come il desiderio di conquista, la forza di volontà e il coraggio vengono controbilanciate anche dal fatto che il 50% dell’energia del quarzo ialino è associata all’elemento acqua, la quale ha un’energia Yin, tipicamente femminile e per tanto legata alle emozioni, l’intuizione e l’amore.

Nell’Antica Cina, proprio a causa della somiglianza che il cristallo di rocca ha con il ghiaccio, credevano che tenendo in bocca una di queste pietre, si riuscisse ad alleviare la sete. Anche gli sciamani ne facevano un ottimo utilizzo durante le loro pratiche, questo perché, proprio per il suo colore, ritenevano che provenisse dal cielo ed erano soliti chiamarla “pietra di luce”. Secondo gli antichi romani poi, il quarzo ialino era lo spirito di uno sciamano morto, tornato sul pianeta con lo scopo di vigilare le anime bisognose di una guida spirituale molto potente. 

Pulitelo tranquillamente sotto acqua corrente. Evitate invece soluzioni di acqua e sale. Per il caricamento, prediligete quello sotto gli influssi lunari.

LA PIETRA FORATA DELLE STREGHE




Vi è mai capitato di trovare lungo un sentiero o in riva al mare un sasso bucato? Le pietre forate, quelle naturali, non sono certamente facili da trovare, eppure in riva ai laghi, sulle spiagge e lungo i torrenti di tanto in tanto qualcuna se ne trova.
Se durante una passeggiata vi dovesse capitare di vedere una strana pietra bucata da parte a parte, raccoglietela perché, almeno secondo le culture nordiche, è un dono per voi dalla natura (alcuni pensano dagli dei). Si crede, infatti, che queste pietre bucate naturalmente siano una sorta di talismano naturale che protegge dalle malattie, dagli spiriti maligni e che portino fortuna e prosperità.
Ciò di cui sto per parlarvi non è una credenza superficiale di qualche popolo isolato, ma pare essere alla base di moltissime culture di tutto il mondo e l’origine è antichissima, forse addirittura risalente alla nascita dell’uomo.
Come mio solito parto da lontano, ovvero dal simbolo del buco: praticamente in tutto il mondo questo simbolo antichissimo ricorre in culture diverse e lontane tra di loro; solitamente viene rappresentato come un cerchio con un foro al centro, una specie di disco forato. Non serve essere paleontologi o amanti dell’archeologia per ricordare reperti di questo tipo: basta una semplice visita ad un museo di storia naturale e in qualche modo ci renderemo conto che negli utensili e negli oggetti di culto questa figura, anche solamente disegnata, è davvero molto ricorrente.
Avete presente l’acchiappasogni dei nativi americani? La forma è esattamente quella di un cerchio con un foro al centro. E alcune monete cinesi? Avete presente la conformazione di Stonehenge? Sapete perché la tavola rotonda di re Artù era fatta proprio così?
Potrei andare avanti a lungo, ma il concetto è che quasi tutti i popoli, dal nord Europa agli aborigeni australiani, dagli egizi agli gli aztechi, avevano un culto per questo simbolo e quando lo trovavano in natura lo veneravano al pari degli dei.
Per quanto riguarda la nostra Europa potremmo far risalire il culto ai Celti, per i quali questo simbolo era noto con il nome di “Shahqt-mar”: per loro era il Cerchio Sacro al cui interno avveniva l’evoluzione spirituale umana e che portava alla trasformazione da materia a spirito, in perfetta armonia con l’universo.
Ok, vengo alle nostre pietre bucate. Le pietre forate in maniera naturale sono tali per effetto dell’acqua, dell’aria, a volte degli animali, che scavano nella pietra (l’elemento terra) finché in uno o più punti in essa si apre un passaggio, un buco, forgiando quelle che oggi vengono chiamate “pietre delle streghe”.
Questi ciottoli, che possono avere uno o più fori naturali, fin dai tempi antichi sono considerati dotati di poteri magici: come ho già scritto, si attribuivano loro capacità curative, di protezione dalle maledizioni, dalle streghe e dalle malattie; si diceva che potessero anche conciliare il sonno e scongiurare gli incubi, tant’è che ancora oggi in Norvegia e Svezia alcune famiglie sono solite appendere queste pietre sulle culle dei neonati o sulle pareti dei letti degli ammalati.
Ma la capacità più sconvolgente delle pietre delle streghe sarebbe quella di aprire finestre attraverso le quali vedere il mondo degli spiriti invisibili. Secondo una leggenda, guardando attraverso il buco della pietra si sarebbe in grado di vedere le creature del Piccolo Popolo (fate folletti, gnomi, ecc.) e di entrare in contatto con esse. Per questo motivo queste pietre sono spesso presenti nelle favole e nelle leggende nordiche, soprattutto in quelle legate alle fate.
Solitamente queste pietre bucate sono dedicate alle divinità femminili: nelle civiltà pre-cristiane si svolgevano riti propiziatori in cui le donne dovevano attraversare dei buchi dentro grandi massi per favorire le nascite, la fertilità e per guarire dai malanni.
In conclusione queste pietre erano e sono considerate magiche e benedette e la casualità della loro formazione e non fa che rendere queste pietre speciali anche agli occhi di chi in queste cose non ci crede.


FONTE: Misteri dal Mondo – Credere Per Vedere


E con questo abbiamo davvero concluso il nostro giro ma non tutto il sapere che possiamo trarre dal mondo degli amici cristalli.
Quindi andate nei boschi, nei prati sui monti e anche al mare e cercate, cercate, non vi stancate di cercare la vostra Pietra-Guida.

Con Amore 
Sara
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