IL LABIRINTO DEL FAUNO





“Tanto tempo fa, nel regno sotterraneo. Dove la bugia, il dolore, non hanno significato, viveva una principessa che sognava il mondo degli umani. Sognava il cielo azzurro, la brezza lieve e la lucentezza del sole. Un giorno, traendo in inganno i suoi guardiani, fuggì. Ma appena fuori, i raggi del sole la accecarono, cancellando così la sua memoria. La principessa dimenticò chi fosse e da dove provenisse. Il suo corpo patì il freddo, la malattia, il dolore, e dopo qualche annomorì. Nonostante tutto, il Re fu certo che l'anima della principessa avrebbe, un giorno, fatto ritorno, magari in un altro corpo, in un altro luogo, in un altro tempo. L'avrebbe aspettata, fino al suo ultimo respiro. Fino a che il mondo non avesse smesso di girare.”



“Il labirinto del fauno” è un film profondo che racconta la storia di una ragazza che cerca di sfuggire alle crudeltà del fascismo spagnolo. Il film contiene anche una grande quantità di simboli occulti e archetipici che ci raccontano un’altra storia: quella di una iniziazione esoterica attraverso delle prove per la protagonista e una iniziazione rituale. Daremo una occhiata al simbolismo occulto che è possibile trovare per tutto il film e il suo rapporto con la storia di Ofelia.

Come molte fiabe, il labirinto del fauno è un racconto allegorico che può essere interpretato in molti modi e su molti livelli. Ci sono molte interpretazioni del film il labirinto del fauno, ma quasi nessuna è relativa al simbolismo occulto che permea il lavoro e non vi è nessuna spiegazione del rito di iniziazione presente nel film. Ciò risultà essere sorprendente dato che lo stesso Del Toro ha descritto il film come una “parabola”e in effetti, i simboli presenti nel film confluiscono tutti in questa sua affermazione. Analizzeremo ora il simbolismo mistico e archetipico trovato nel film e vedremo come essi si inseriscano in questa racconto di una iniziazione esoterica.

Uno dei motivi per cui il film colpisce profondamente i suoi spettatori è probabilmente la presenza di miti e simboli archetipici che risuonano profondamente nell’inconscio collettivo e personale:

“Infatti, il “C’era una volta” è buon punto di partenza per un film come Il labirinto del fauno. Si tratta di una fiaba soprattutto, una di quelle tenebrose che contiene tutti quei classici archetipi mitici dell’inconscio collettivo di Jung. Pensiamo, per esempio, come vengono ritratti nella storia il re malvagio, l’eroina in pericolo, gli universi paralleli, le creature chimeriche, e alla costante battaglia tra bene e male. Questi sono tutti temi universali, modelli e tipologie di personaggi che vediamo nelle fiabe classiche più e più volte, e hanno portato l’analista Jungiano Donald Kalsched ad affermare che “quando le risorse umane non sono disponibili, le risorse archetipiche si presenteranno.” Lo stesso si può dire della nostra principessa, Ofelia. Una ragazza priva di umanità, schiacciata dalla realtà cupa e costretta a ricorrere a miti archetipici dell’immaginario collettivo umano “.

Il film è ambientato nelle montagne in un campo militare della Spagna fascista che sta combattendo contro i ribelli. Ofelia, una giovane ragazza con una fervida immaginazione, ossessionata dai libri e dalle fiabe, è in viaggio con la madre incinta e debole, per incontrare il suo nuovo patrigno, un capitano spietato dell’esercito spagnolo. Al suo arrivo, scopre un labirinto, e incontra un fauno, che le dice che lei è una principessa dell'”Underworld”. Lui le promette che potrà ricongiungersi con il padre a patto che lei assolvi tre compiti per lui. Nel tentativo di completare questi incarichi, Ofelia è costretta ad affrontare la realtà della mortalità, l’assurdità della guerra e il significato del sacrificio di se stessi.

Il racconto ruota intorno alla giustapposizione della natura aspra e opprimente del mondo reale con il mondo magico e a volte inquietante della bambina. Il fauno (Pan è la traduzione in inglese) è una bestia cornuta che guiderà Ofelia attraverso il suo processo di iniziazione e le mostrerà la strada per abbandonare le assurdità del mondo materiale e rientrare nella gloria del piano spirituale, dove vivono gli esseri illuminati : l’Underworld.

All’inizio del film, Ofelia è quasi istintivamente trascinata fino ad un misterioso monumento raffigurante il fauno con un occhio mancante. La ragazza trova l’occhio e lo rimette al suo posto. Un insetto magico / fata appare all’improvviso: il magico viaggio di Ofelia può iniziare. C’è una grande importanza attribuita agli occhi e alla vista in generale nel film e questa scena racconta ai telespettatori, fin dall’inizio,che la ricerca di Ofelia riguarderà l’occulto e non tutti possiedono “occhi per vedere” il mondo invisibile che sta affrontare.

“Dopo aver citato la vista, il film ha molto da dire a proposito. Guillermo Del Toro sembra quasi presupporre che lo spettatore abbia bisogno di un terzo occhio “Zen” per catturare le verità sepolte nel profondi margini archetipici del film. Come postulò Derrida, i significati più importanti non sono nel testo stesso, ma “ai margini”, o sottointesi. In altre parole, gli scienziati e i laici dovranno lasciare il cinema. Quando Ofelia restituisce l’occhio della statua al posto che gli spetta, il suo fantastico viaggio ha inizio immediatamente. I suoi occhi le permettono di vedere le cose visibili e invisibili, il reale e l’irreale, che contrasta fortemente con il malvagio fascista, il capitano Vidal, uno che tortura gli altri con punture sugli occhi e non crede in ciò che non può essere visto “.

L’importanza degli occhi è della massima importanza nel simbolismo occulto e risale all’antico Egitto con il mito dell’occhio di Horus “ricostruito” da Toth. Mentre l’occhio destro è associato con la percezione di informazioni concrete (lato maschile del cervello), l’occhio sinistro di Horus percepisce il mistico, lo spirituale e l’intuizione (il lato femminile del cervello). Rimettendo l’occhio al suo posto, Ofelia ristabilisce l’equilibrio necessario per avventurarsi nella sua trasformazione alchemica.

Ofelia si rende conto ben presto, tuttavia, che gli adulti intorno a lei sicuramente non credono in ciò che non può essere visto, rendendo la sua ricerca, solitaria.

Una volta arrivata all’accampamento, Ofelia incontra il suo nuovo patrigno, il crudele e sadico capitano Vidal. Il personaggio è una rappresentazione del fascismo spagnolo e, a livello filosofico, del mondo materiale oppressivo dove la maggior parte delle persone rimane senza mettere in discussione chi vieta la piena emancipazione dell’essere. Questo fenomeno è conosciuto come il “Complesso di Crono”, Crono è la figura mitologica greca che rappresenta il tempo, la morte e la raccolta.

“Il complesso di Crono non è una mera tendenza omicida, dato che Crono non solo si è sbarazzato della sua prole, ma ha anche avviato un processo distruttivo ingestivo che annulla la capacità del bambino di esistere separatamente e autonomamente dal genitore. Consumando il suo bambino, Crono non ha solo lo scopo di annientarlo ma lo fa rendendolo parte di sé. Secondo Bolen, fin dai tempi antichi, il complesso di Crono è una tendenza attraverso la quale le culture patriarcali hanno mantenuto il loro potere. Ciò è evidenti in sistemi come il fascismo, una delle mutazioni più radicali del patriarcato “.
– John W. Crandall, il complesso di Crono

Crono è anche conosciuto come il “padre del tempo”. Il Capitano Vidal è spesso inquadrato mentre guarda e aggiusta il suo orologio, il tempo è la limitazione più schiacciante del mondo materiale. Ofelia, e tutti intorno a lei, sono terrorizzati dal capitano Vidal, ma, al fine di completare la sua iniziazione, Ofelia dovrà emancipare se stessa da questa figura paterna opprimente e, soprattutto, entrare in contatto con il suo lato femminile oppresso e magico. Ripristinare l’equilibrio della dualità è un passo necessario nella trasformazione alchemica.

Disgustata dalla sua nuova vita, Ofelia è guidata da una fata in un labirinto dove il Fauno si mostra dall’oscurità. Quando lei gli chiede “Chi sei?”, Lui risponde “Sono stato chiamato con così tanti nomi che solo il vento e gli alberi possono saperlo. Io sono la montagna, il bosco, la terra. . … Io sono un fauno” Poi continua:” E’ stata la luna a portarti qua. E il tuo vero padre è in attesa del tuo ritorno, ma per prima cosa, dobbiamo essere sicuri che tu non sia diventata mortale.“

Nella mitologia antica, fauni, satiri e il dio greco Pan erano in qualche modo simili, possedendo, le gambe, e le corna di una capra. Pan è un prototipo dell’energia naturale ed è senza dubbio una divinità fallica, che rappresenta il potere infinito del sole. Il fauno diventa una sorta di guida spirituale per Ofelia, aiutandola attraverso il labirinto figurativo e reale che deve attraversare. Nonostante l’aspetto mostruoso del fauno, che porta gli spettatori a pensare che sia cattivo, in realtà è l’unico essere nella vita di Ofelia che capisce il suo desiderio di “essere qualcosa di più” e la aiuta ad esprimere il suo massimo potenziale. Il vero “cattivo” nel film non è l’orribile creatura, ma il crudele patrigno.

“I labirinti erano i luoghi favoriti per l’iniziazione tra molti dei culti antichi. Resti di questi labirinti mistici sono stati trovati tra gli indiani d’America, gli indù, i persiani, gli egiziani e i greci “-. Mainly P. Hall, Secret teachings of all ages

Trovati nei riti di iniziazione di molte antiche civiltà, i labirinti erano il simbolo dei coinvolgimenti e delle illusioni del mondo sotterraneo attraverso il quale si aggira l’anima dell’uomo nella sua ricerca della verità. Il labirinto del fauno è per Ofelia un percorso in cui deve fronteggiare i pericoli e i vicoli ciechi del mondo materiale al fine di ricongiungersi con il suo vero padre.

Il primo compito dato dal Fauno a Ofelia è quello di recuperare una chiave da un rospo gigante che sta succhiando la vita da un antico albero di fico. Qui inizia l’avventura del “ritorno al grembo materno” e vi è il riaccendersi della oppressa femminilità. L’interno della struttura è molto umido, a simboleggiare ancora una volta il principio del grembo portatore di vita. L’albero sembra un utero.

Il trauma/fascino di Ofelia per il principio femminile è espresso più volte nel film, soprattutto attraverso la madre debole e gravida che dovrà infine dare la sua vita per darne alla luce un’altra. In una scena inquietante, Ofelia vede nel suo libro dei crocevia il profilo di un utero che diventa rosso, prevedendo le complicazioni della madre.

Dopo aver completato con successo il primo compito, Ofelia riceve una seconda missione del fauno, cioè il recupero di un pugnale posseduto dall’uomo pallido. Vi è tuttavia una condizione importante: Lei non può mangiare nulla.

L’uomo pallido, è una creatura grande e flaccida seduta di fronte a un gran banchetto. Guardandosi intorno, Ofelia vede pile di scarpe e raffigurazioni dell’Uomo Pallido che mangia dei bambini, un riferimento, ancora una volta, all’opera di Goya. L’uomo pallido, è una rappresentazione macabra delle potenze oppressive del mondo di Ofelia – Il Capitano Vidal, il fascsimo spagnolo e la Chiesa cattolica. Per portare avanti questo confronto, nel film viene mostrata in parello una scena di Vidal a cena con i suoi ospiti, in cui vi partecipava anche un sacerdote cattolico, in cui nessuno osa mettere in discussione le motivazioni crudeli del Capitano.

Ofelia riesce a recuperare il pugnale, ma mentre sta uscendo, non riesce a resistere alla tentazione di mangiarsi un grappolo enorme d’uva, simboleggiante la ricchezza accumulata dalle figure di Crono. Questo fa svegliare l’Uomo Pallido, che mettendosi gli occhi sui palmi delle mani comincia ad inseguire Ofelia.

Ofelia riesce a scappare dall’uomo pallido, ma a quale prezzo?

Il fauno è furioso con Ofelia perchè è caduta alle tentazioni del mondo materiale e ha messo in discussione la sua dignità per diventare un vero immortale. La Lascia quindi nella freddezza del mondo materiale, dove Ofelia deve affrontare la guerra, il tormento e la tristezza. Poco dopo la morte della madre di Ofelia, però, il fauno riappare, con grande gioia della ragazza. Egli le permette di completare la sua iniziazione, ma esige la completa obbedienza. Per il suo ultimo compito, il Fauno chiede a Ofelia di portare il suo nuovo fratellino al labirinto di notte durante la luna piena, perfetto per completare una trasformazione spirituale nell’occultismo.

Ofelia deve quindi sottrarre il bambino dal capitano Vidal e drogarlo e correre verso il labirinto dove il fauno la aspetta.

Il fauno chiede a Ofelia di dargli il bambino, così da poter pungerlo con il pugnale e ottenere una goccia di sangue. Ofelia rifiuta. Il fauno perde la pazienza e le ricorda che le ha richiesto la piena obbedienza, ma Ofelia rifiuta ancora. A questo punto, il capitano Vidal trova Ofelia, che, dal suo punto di vista, sta parlando con se stessa (visto che non può vedere il fauno). Le prende il bambino e poi le spara.

Gocce di sangue di Ofelia cadono nel labirinto, in questo modo viene completato il terzo compito della protagonista, il sacrificio.

Mentre vediamo Ofelia che sanguina a terra, viene mostrata anche un’altra realtà, il mondo sotterraneo, dove Ofelia può incontrare i suoi veri genitori.

L’intero palazzo reca la forma di una vescica piscis, un simbolo occulto antico che rappresenta la vulva, l’ingresso al grembo materno, e la porta d’ingresso ad un altro mondo. In piedi su tre pilastri, il padre, la madre e il terzo posto dove siederà la principessa per completare la trinità. Il fauno festeggia Ofelia, dicendole che ha fatto bene andando contro i suoi ordini e sacrificando la sua vita per proteggere il suo fratello innocente. Infatti, una forte volontà, il sacrificio e la rinascita sono necessari per il completamento di una iniziazione ai misteri occulti.

Ofelia è poi mostrata ancora una volta, sul pavimento insanguinato, spingendo gli spettatori a chiedersi: è tutto reale o è solo avvenuto nell’immaginazione della ragazza?

Il labirinto del fauno descrive la storia di una ragazza incapace di affrontare la durezza del mondo fisico, dove la disumanizzazione e la repressione schiacciano il suo spirito innocente e giocoso. E ‘stato dimostrato che i bambini spesso rispondono psicologicamente ad una realtà insopportabile dissociandosi in un mondo fantastico, dove la magia, l’avventura e la meraviglia la fanno da padrona. Il mondo magico sembra però esistere al di là dell’immaginazione di Ofelia. Un esempio è la pianta mistica proposta dal fauno, la mandragora, che ha guarito la madre di Ofelia dai suoi mali, finché non la ha scoperta sotto il letto e disgustata da essa la ha bruciata.

La mandragora è una pianta importante nella tradizione occulta principalmente perchè le sue radici hanno spesso forma di corpo umano, con braccia e piedi.

“Le proprietà occulte della mandragora,anche se sono poco conosciute, sono state responsabili dell’adozione della stessa come talismano in grado di aumentare il valore o la quantità dell’oggetto a cui è associata. Fù considerata una cura infallibile contro la sterilità. E’ stata una dei simboli Priapei per cui i cavalieri templari furono accusati. La radice della pianta assomiglia molto a un corpo umano e spesso porta i contorni della testa umana, assieme alle braccia o alle gambe. Questa sorprendente somiglianza tra il corpo dell’uomo e la mandragora è uno degli enigmi della scienza naturale ed è la base reale per cui la pianta viene venerata. Nell’Iside Svelata, la signora Blavatsky rileva che la Mandragora sembra occupare sulla terra il punto in cui i regni vegetale e animale si incontrano. Questo pensiero apre un vasto campo di speculazione sulla natura di questa pianta/animale “.

Questo film è un insieme di opposti e contrapposizioni: la realtà contro la finzione, il bene e il male, innocenza contro età adulta, femminile contro maschile, mondo contro Underworld, ecc. Anche il finale può essere interpretato in due modi opposti:Ofelia ha creato un mondo di fiaba nella sua testa per sfuggire alla vita reale e alla fine si è suicidata o semplicemente si è svegliata e ha visto le discrepanze e le ingiustizie del mondo e cerca di completare le varie prove per diventare un vero essere immortale. La storia è anche una inversione del paradigma dell’auto-realizzazione: la trasformazione di Ofelia avviene nell’ombra e nel buio mentre l’illuminazione, come dice il nome, è associata con la luce, l’illuminazione di Ofelia avviene negli Inferi, mentre la trasformazione spirituale è di solito associata con “i cieli”, lo stesso iniziatore, Pan, è una divinità nota per ubriacarsi nei boschi e amoreggiare con le ninfe, mentre l’illuminazione è basata sulla padronanza dei propri impulsi più bassi, il completamento dell’iniziazione di Ofelia le richiede di strisciare nel fango, essere inseguiti da un uomo pallido e infine versare il suo sangue. Nel percorso abituale per l’illuminazione è prevista la padronanza delle proprie virtù e l’incorruttibilità. Quindi qual è il vero destino di Ofelia? Gli indizi per la risposta possono essere trovati da coloro che hanno occhi per vedere.

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