PERSEO E LA MEDUSA





Se uno sguardo potesse uccidere, sareste morti, trasformati in pietra da una sola occhiata, questo è il mito di Medusa, una donna mostruosa temuta da ogni uomo, sui campi di battaglia e oltre, ma sarà sfidata da un avversario sorprendente, ecco la storia della mitica Medusa, il più celebre mostro della Mitologia Greca.

Da qualche parte sperduta nel Mar Egeo si trova un isola terrificante, una sorta di immenso cimitero a cielo aperto pieno di cadaveri di pietra, i loro volti sono immortalati in una espressione di terrore, il momento in cui hanno contemplato il volto di Medusa, il cui mito ci ha affascinato per oltre 2000 anni, oggi in tutto il mondo la sua immagine gode ancora di grande popolarità. Nell'Antica Grecia i miti cercano di dare un senso ad un mondo confuso, il mito di Medusa non fa eccezione.
Medusa può distruggere un uomo con uno dei suoi sguardi penetranti, è un potere che la rende quasi invincibile, per gli antichi greci, la visione di questa creatura è una delle più terrificanti dell'intera Mitologia, ma pochi sanno che non è sempre stata un mostro, secondo il mito, un tempo Medusa era una donna bellissima, ogni greco desiderava possederla, ma lei non può sposarsi, è una sacerdotessa di Atena, la poderosa dea della guerra, ed è vincolata in eterno da un voto di castità, dunque Medusa, questo orribile simbolo del male, in origine è l'incarnazione della purezza.
Il Partenone forse il più imponente e meglio conservato tempio dell'età antica, al centro di esso si trovava la colossale statua della dea Atena completamente fatta di oro e avorio e alta più di 12 metri, secondo il mito è proprio d'innanzi ad essa che si compie il tragico destino di Medusa, la sua bellezza è anche la sua maledizione, la sacerdotessa appartiene soltanto ad Atena, ma fra tutti i pretendenti che la desiderano ve ne è uno molto particolare, che non si lascia scoraggiare dal suo voto di castità, Poseidone, il superbo Dio del Mare.

Accecato dal desiderio, il Dio degli Oceani decide di passare all'azione e si avventa sulla vergine sacerdotessa, lo stupro avviene all'interno del Partenone, ai piedi della statua di Atena, Medusa è devastata, è stata privata della sua innocenza, la sua vita è cambiata per sempre, secondo le usanze dell'epoca, subire una violenza carnale annulla qualsiasi diritto avere un matrimonio e avendo perso la verginità non può più essere una sacerdotessa, ma soprattutto avere un rapporto all'interno del tempio equivale a profanarlo e Atena diventa furiosa, ma non con Poseidone, il suo comportamento è considerato normale e non va dimenticato che è una delle divinità più potenti.
Agli occhi di Atena è Medusa che merita di essere punita, la vittima sta per trasformarsi nell'imputata, Atena impone al sua sacerdotessa già duramente provata una punizione sconvolgente, Medusa subisce una trasformazione crudele e ingiusta, la bella si trasforma in bestia, il suo viso incantevole viene stravolto, la pelle si screpola e avvizzisce e i suoi lunghi capelli diventano una massa contorta di serpi velenose, la trasformazione è completa, ma il castigo è ancora più crudele, Medusa non può più guardare qualcuno negli occhi senza ucciderlo, per questo viene isolata su una piccola isola deserta per tutta la vita.
L'aspetto terribile di Medusa la rende un emarginata, ma il suo potere di uccidere chiunque la guardi la trasformerà in bersaglio, infatti il guerriero che riuscirà a decapitare Medusa disporrà di un arma micidiale sul campo di battaglia, la sua testa mozzata trasformerà gli uomini in pietra. Da tutto il Mediterraneo arrivano uomini decisi ad uccidere la creatura e a prenderne il mortale potere, per uno di loro non si tratta di una questione di gloria, il suo nome è Perseo, la sua caccia alla testa di Medusa è una delle avventure più celebri della Mitologia Greca.

La storia di Perseo ha inizio ad Argo, una regione della Grecia meridionale, la città è governata da un tiranno di nome Acrisio, il re ha un problema, non ha eredi maschi, ha soltano una figlia, Danae e lei non ha figli maschi, così il re consulta una profetessa per sapere se la figlia le darà mai un erede, ma ciò che la sacerdotessa gli rivela lo terrorizza, se Danae avrà un figlio maschio, quest'ultimo lo ucciderà.
Travolto dal terrore, Acrisio escogità un piano per sfuggire alla morte, fa murare Danae in un torre dove nessuno può vederla, senza acqua ne cibo, in questo modo il re intende ucciderla senza sporcarsi le mani, ma resta sorpreso che dopo diverso tempo nessuno gli abbia ancora riferito la morte della figlia, così decide di andare a controllare di persona e scopre con grande terrore che Danae non è soltanto viva, ma anche madre di un maschio, Perseo, Acrisio non crede a ciò che vede, non riesce a spiegarsi come qualcuno sia riuscito a penetrare nella stanza e a mettere incinta la figlia, ma il padre del bambino non è un comune mortale, è Zeus, il sovrano dell'Olimpo, il Don Giovanni della Mitologia Greca, che vedendo Danae all'interno della torre se ne innamora e penetra nella stanza sotto forma di una pioggia dorata, riuscendo così a possedere la donna.

Perseo è allo stesso tempo divino e mortale, un tipo di eroe noto come semi-dio e per compiere il suo destino, deve per prima cosa sfuggire alla furia del nonno Acrisio, il quale teme che un giorno il giovane Perseo possa ucciderlo, il suo primo impulso è quello di sbarazzarsi di madre e figlio, ma teme la vendetta di Zeus, quindi studia un piano per fare il modo che sia la natura ad ucciderli al posto suo, Danae e il piccolo Perseo vengono chiusi nella stiva di una piccola nave e lasciati alla deriva, non hanno cibo ne una meta, completamente esposti alle insidie del mare, sembrano destinati a morte certa.
Nel frattempo, Medusa aggiunge altre statue al suo giardino di morte, sono i guerrieri pietrificati nel tentativo di decapitarla, tutti hanno commesso lo stesso fatale errore, la fissata negli occhi, ma un eroe è destinato a fermare questo massacro, che in mezzo alle onde del mare sta crescendo, Zeus, il padre divino di Perseo protegge lui e la madre e li salva dalle acque insidiose del mare, facendoli approdare su un isola chiamata Serifo e vi si stabiliscono.
Perseo acquisisce rapidamente forza, astuzia e resistenza ed molto protettivo nei confronti della madre, e ha buoni motivi, il sovrano di Serifo le ha messo gli occhi addosso, per quest'ultimo Perseo rappresenta un ostacolo, Danae è ancora una bella donna e vuole prenderla in moglie, così studia un piano per emarginarlo, ordina a tutti i suoi sudditi di portargli un dono prezioso, chi non sarà in grado di farlo verrà esiliato, Perseo sa che essendo povero non potrà soddisfare la sua richiesta, è alle strette, se sarà esiliato, sua madre sarà costretta a sposare un uomo che non ama e ad allontanarsi per sempre da lui, allora prende una decisione impulsiva, promette al tiranno che gli porterà la testa di Medusa.

E' una missione suicida, nessuno è mai tornato vivo dall'isola di Medusa, ma ormai Perseo ha preso la sua decisione, se riuscirà nell'impresa tornerà a casa da eroe con uno status che gli permetterà di sfidare il re e proteggere la madre, ma se fallirà verrà trasformato in pietra, non è affatto preparato per una simile impresa, è ancora giovane e affronta la cosa con la sfrontatezza tipica di un ragazzo ansioso di domostrarsi uomo, non armi ne esperienza e non ha idea di come uccidere il mostro.
Perseo si mette in marcia, ma si rende subito conto che non sa da che parte deve andare, completamente smarrito fa quello che molti antichi greci avrebbe fatto nella stessa situazione, prega, e gli dei lo ascoltano, suo padre Zeus invia il suo messaggero, Ermes, il quale gli dona i suoi sandali alati, un dono prezioso che gli consente di percorre rapidamente lunghe distanze, adesso gli servono delle armi.
Ermes da a Perseo un consiglio prezioso, quello di cercare le Ninfe dello Stige, donne bellissime che custodiscono le armi di cui ha bisogno per affrontare Medusa, ma dove vivono rimane un mistero, solo tre terribili donne sanno dove trovarle, le Sorelle Graie, fin dalla nascita sono cieche, vecchie e sfiorite e sono tutt'altro che socievoli, ma se vuole uccidere Medusa e salvare la madre, Perseo deve farle parlare.

L'isola delle Graie è una terra oscura dove non brilla nemmeno la luna, per raggiungerla Perseo si affida ai suoi sandali alati, una volta raggiunta individua subito le vecchie sorelle decrepite e capisce il loro punto debole, tutte sono prive di occhi, ne hanno uno soltanto che si passano a vicenda quando una di loro vuole osservare qualcosa, usando l'astuzia, Perseo sottrae l'occhio alle Graie poprio mentre se lo stando passando, private delle vista cadono nella disperazione, Perseo le ha in pugno e chiede dove si trovano le Ninfe, le Graie gli rivelano il punto esatto dello Stige dove vivono, Perseo ha quello che vuole, getta l'occhio nella sabbia e si alza in volo.
Il mito continua, per Perseo si avvicina il momento della verità, il ragazzo sembra condannato al fallimento, per sconfiggere il mostro ha bisogno delle armi adatte, sorvolando lo Stige, Perseo individua finalmente le Ninfe, le quali gli consegnano tre armi fondamentali per la sua sopravvivenza, la Spada di Zeus, lo Scudo di Atena e l'Elmo di Ade.

Ora Perseo ha tutto ciò che gli occorre per compiere il suo destino e deve agire in fretta, intanto sull'isola di Serifo si fanno i preparativi per le nozze del re, la sposa è la riluttante Danae, Perseo deve riuscire là dove altri hanno fallito prima che sia troppo tardi, il suo segreto è lo scudo, la parte interna di esso è fatta di lucidissimo ferro riflettente che agisce come uno specchio per guardarsi le spalle.
Perseo atterra sull'isola del mostruosa creatura, ci è arrivato con l'aiuto degli dei, ma da ora in poi dovrà cavarsela da solo, ovunque guardi non vede che statue di pietra, terrorizzato muove i primi passi andando incontro al suo destino, ma non sono passi in avanti, Perseo sta lentamente camminando all'indietro, sa che attaccare Medusa a viso aperto sarebbe un suicidio, così tiene gli occhi inchiodati allo scudo osservando il riflesso ciò che si trova alle sue spalle, per quanto ne sa lo scudo dovrebbe proteggerlo ma non ha la piena certezza.
Perseo si avvicina al Mostro, il minimo inciampo sarebbe fatale, finalmente il suo obiettivo è a tiro, Perseo chiude gli occhi e vibra un fendente con la sua spada, con un colpo secco la testa di Medusa viene mozzata e cade al suolo, i suoi anni di sofferenza e isolamento sono finiti, è la tragica fine di una tragica esistenza, ma il suo potere di trasformare in pietra chi la guarda rimane intatto.
Ora Perseo possiede l'arma più devastante che esista e sa già contro chi usarla, non ha tempo da perdere perchè sua madre sta per diventare regina contro la sua volontà, quella di Perseo è una corsa contro il tempo, nel frattempo da Argo è arrivato a Serifo anche il padre di Danae, il re Acrisio, il quale ancora teme la profezia secondo la quale il nipote un giorno lo avrebbe ucciso, Perseo arriva proprio mentre la cerimonia nuziale entra nel vivo, ora è faccia a faccia con il re di Serifo, così solleva la testa di Medusa e il tiranno viene all'istante pietrificato, ma non è l'unico sovrano ucciso da Medusa, il suo sguardo incontra anche quello del re Acrisio e la profezia si compie.
Danae è stata salvata dal figlio e Perseo si è guadagnato un posto tra gli eroi più celebri di tutta la Mitologia, il ragazzo impulsivo di un tempo è diventato uomo, che dopo aver salvato la madre offre la testa di Medusa come tributo alla dea Atena, colei che ha creato il mostro e sarà proprio lei ad ereditarne il terrificante potere, proprio lei che l'ha punita in modo così atroce, ecco dunque che il mito si chiude, la storia di Medusa finisce là dove è cominciata, nel più grande tempio della Grecia Antica, il Partenone.

Il messaggio che ci trasmette il mito è che, per non soccombere rispetto all'energia pietrificante, che coagula (che è quella sessuale) e alle paure inconsce, non bisogna lottare direttamente (Perseo non deve incrociare lo sguardo di Medusa) ma serve la riflessione (il riflesso dello specchio), la conoscenza della natura superiore ed inferiore (Jung direbbe l'ombra) e così possono essere superate le prove al fine di liberare infine sé stesso.

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