IL CULTO DEGLI ANTENATI





In principio fu Trinuxtion Samoni, o Samonios.
Nel calendario di Coligny con questo nome si intende quel momento dell'anno che i Celti indicavano come il Capodanno. Il momento più oscuro, in cui le ore di buio sovrastano quelle della luce del sole, la fine dell'anno del raccolto con i frutti più sostanziosi: zucche, castagne e noci. Il collasso dell'anno nella sua fine, fine nella quale è insito un nuovo inizio e un altro anno.
Nella dimensione circolare-ciclica del tempo, caratteristica della cultura celtica, Samonios o Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale che non apparteneva né all'anno vecchio e neppure al nuovo; in quel momento, il velo che divideva la terra dei vivi con quella dei morti si assottigliava, e i due regni potevano comunicare.
E da qui il culto degli Antenati che in queste notti venivano celebrati e invocati come custodi di una saggezza antica.
Quando i romani entrarono in contatto coi Celti, identificarono il Samhain con la loro festa dei morti che celebravano a maggio. Con la cristianizzazione, per il sincretismo religioso, nel 853 venne istituita da Papa Gregorio la festa delle reliquie cristiane prima dei santi apostoli, poi di tutti i santi il 1 novembre. Dopo circa un secolo risulta l'istituzione della commemorazione dei defunti il 2 novembre, questa volta grazie alla riforma di Oddone di Cluny.
Negli USA, a partire dalla metà dell'Ottocento, la festa si diffuse (specialmente a causa dell'immigrazione irlandese) fino a diventare, nel secolo XX, una delle principali festività statunitensi. 
La parola Halloween rappresenta una variante scozzese, dal nome completo All Hallows' Eve che tradotto significa "Notte di tutti gli spiriti sacri", sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico.
Nelle culture pre- colombiane in america il culto dei morti si collocava tra Luglio ed Agosto, nel decimo mese del calendario azteco, si celebrava la festa dei morti grandi. Durante tutto l'evento venivano collocati altari per ricordare i morti, usanza tuttora in uso.
Quando gli spagnoli arrivarono in America, fusero i propri riti a quelli degli indigeni locali, dando luogo ad un sincretismo che mescolò tradizioni europee e precolombiane. Facendo coincidere il giorno di tutti i santi con la festa mesoamericana si creò il Dià de Muertos.
Come sempre il primo passo per allinearsi con le energie della stagione è di preparare la casa e l’altare ad accogliere le energie che muovono quanto ci circonda, noi e la nostra stessa vita.
Addobbate la casa con cesti di frutta di stagione, cornucopie, zucche e melograni. Candele e pigne. I colori sono il marrone, il rosso e il nero, simbolo dell’ Al-di-là, del ventre oscuro della Dea-Terra, del calderone magico nel quale ogni cosa muore per subire quel processo di trasformazione che si concluderà con la rinascita a febbraio. 
Non importa a quale culto fate riferimento.
Conta che facciate posto nel vostro cuore a chi ci ha preceduto. Ai nostri cari che abbiamo conosciuto e sono passati oltre il velo. Agli Antenati da cui provengono la nostra carne, il nostro sangue, la cultura e la storia. 
Lasciate che la loro Saggezza porti a termine quello che deve finire e ci avvicini a quello che è meglio per noi. 
Dal buio a cui tutto torna e da cui tutto parte. Fino a una nuova luce. 

Sara Cabella
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