DALLE SORGENTI SACRE ALLA DEA AI CULTI MARIANI





Come dal buio profondo e fecondo della Terra scorre linfa di acque sorgive che sgorgano in cascate e pozzi e fonti, così il Femminile Sacro veniva ascoltato e vissuto dagli antichi in tutte le acque che respiravano nel mondo naturale.
Il culto delle acque sacre fu perseguitato dai cristiani fin dal concilio di Arles del v secolo, ma la pratica di bagni considerati sanatori e purificatori e il culto della Grande Madre ad essi associati erano così radicati e così cari al popolo che nel concilio di Treviri del 1227 vennero ricostituiti e inglobati nelle ritualità cristiane. Dalla Sardegna, dove esempio di arte e culto nuragico sacro come il pozzo di Oristano prenderà nome cristiano e verrà chiamato pozzo di Santa Cristina, al nord. In Irlanda la Dea Brigid diventerà Santa Brigida e il pozzo dedicato a lei passerà alla santa che con le sue acque guarirà gli ammalati, esattamente come la Dea che visse secoli prima presso le acque dello stesso pozzo.
Molte apparizioni Mariane sono accadute nei pressi di sorgenti e pozzi.
Nella nostra tradizione popolare le acque di sorgente, quelle dei pozzi e quelle raccolte nelle "coppelle" avevano notevoli poteri curativi, oltre a garantire la sopravvivenza.
Tra i celti, sia insulari che continentali, le Dee erano spesso percepite sotto forma di corsi d’acqua. 
Molte di queste Dee erano considerate divinità guaritrici; venivano portate delle offerte nei luoghi ad esse sacri per ottenere la salute. In più, le Dee celtiche dell’acqua erano anche spiriti dell’ispirazione e della profezia, simili alle muse greche.
Coventina era la personificazione della sacra fonte di Carrawburgh situata in Britannia, lungo il Vallo di Adriano. La sorgente alimentava un piccolo pozzo circondato da un muro ed era utilizzata dai Celti di quella regione che andavano, al di là del muro, con monete, monili od oggetti di uso quotidiano come offerta alla Dea. Erano soprattutto le donne a fare queste offerte per propiziarsi un parto sicuro.
Coventina era una Dea guaritrice per cui si credeva che le acque della sua fonte potessero guarire molti malanni. Veniva spesso raffigurata come una ninfa acquatica seminuda sdraiata in mezzo alle onde oppure nell'atto di versare acqua da una coppa.
Nel suo pozzo sacro sono stati trovati dei resti, tra cui dei ritratti della dea, in cui compare in pose aggraziate: in una scultura per esempio la si vede distesa su un letto di piante acquatiche mentre versa il fiume da un’urna; in altre si regge ai rami di alcune piante acquatiche, mentre rovescia con gesto disinvolto il contenuto del suo secchio.
Anche i Liguri e sicuramente gli Etruschi scorsero nelle acque le cure e le divinazioni delle ninfe e delle Dee.
Un esempio ligure potrebbe essere il sito del "Rifugio di Sant’Anna", in Valle Maira, dove sono molte le rocce che presentano incisioni cuppelliformi, come su un masso di circa 20mq presente tra la sorgente e il corso d’acqua vicino. 

Ma oltre alla storia e alle tradizioni c'è lo stare davanti a una sorgente. 
C'è da percorrere con lo sguardo le azzurre correnti e ascoltare con attenzione il suono che procurano e le sensazioni che regalano. 
C'è da ascoltare memorie e canti. C'è da perdersi.
C'è da guardare la Bellezza del creato, come giustamente mi ha fatto notare il bravissimo fotografo che ha immortalato questa cascata in Valle d'Aosta. 
"Questa foto non è mia, ma è della bellezza del creato."
Mi ha scritto

Buon proseguimento
e che la Vita vi porti sempre sul palmo della sua mano. 

Sara C. 
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