LE FESTE DEL RACCOLTO DI AGOSTO NELLA TRADIZIONE ITALIANA







In alcuni paesi inglesi, il 1 agosto è la festa di Lammas , ricorrenza in cui si festeggia la prima mietitura dell'anno portando in chiesa una pagnotta ottenuta dal nuovo raccolto.
 I mezzadri erano tenuti a presentare il raccolto ai padroni dei terreni entro questa data. Nello stesso giorno si benedicono i frutti.
 La festa era conosciuta nel medioevo come Gule of August, ma il significato della parola gule è ignoto. Pare che derivi da gwyl aust, che indicava la festività del primo agosto, ma la cosa non è sicura. Se così fosse, il termine suggerirebbe che Lammas risale ad una festività di epoca pre-cristiana, legata al Dio  Lugh.

In Italia molte feste dedicate al raccolto di Agosto sembrano derivare direttamente o indirettamente da questa ricorrenza arcaica. 
 La festa del grano di Foglianise,  in provincia di Benevento, è una delle tradizionali feste del grano. Si svolge ogni anno dall'8 al 18 Agosto, ha probabili origini pagane ed è legata al culto di San Rocco, patrono del paese.
 Elemento caratterizzante della manifestazione è la sfilata dei carri di grano, riproduzioni in miniatura di monumenti famosi, di strumenti agricoli riguardanti la mietitura, oppure opere scaturite dalla fantasia dei "carristi", realizzate mediante tecniche differenti di intreccio di steli di grano. Gli "artisti della paglia" danno vita a "trecce", "laccetti", raffinate e pregiate lavorazioni che sembrano trame intessute.
 Nel corso del tempo, accanto alle tecniche conosciute e diffuse, altre sono state sperimentate ed applicate agli impalcati di legno o ferro, denotando una continua evoluzione della manifestazione; i modelli vengono resi con particolare realismo, con la realizzazione di bifore, trilobi, archi rampanti, colonne tortili. La sfilata dei carri, trainati da trattori o da animali, lungo il "tracciato della tradizione", attrae numerosi turisti.
 Gli storici, gli antropologi ed altri esperti delle scienze sociali, hanno investigato al fine di precisare l'origine della festa del grano. Le ipotesi formulate sulla fase incipiente di questo evento catalizzante, sono varie. La maggior parte, comunque, concorda nel fatto che, da rito pagano, di epoca pre- romana, la festa si sarebbe trasformata, successivamente, nei secoli, in un culto cristiano. Tale ipotesi è supportata dal fatto che, già nel 1482, il popolo di Foglianise si recava, agli inizi di agosto, in una chiesa del paese, dove esistevano ancora i resti di un antico tempio, per ringraziare Dio dell'abbondanza del raccolto ed offrire dei donativi, per lo più grano.
 Si suppone che tale usanza derivi dalle Feriae Augusti, dalle quali nasce l'attuale festa di Ferragosto, In quest'occasione si celebrava anche la fine del raccolto dei cereali nelle campagne. Si trattava di feste non limitate al solo giorno 15, come oggi, in cui si ricorda l'Assunzione della Vergine Maria, ma che si protraevano per l'intero mese e durante le quali venivano omaggiate varie divinità, con riti solenni. Del resto, i riti di Foglianise, come pure quelli di altri comuni dell'Italia centro-meridionale, che presentano feste in cui il grano è l'elemento centrale, richiamano, nella loro fenomenologia, le precristiane celtiche e romane.


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Ma questo è solo un esempio. 
 Da sempre il Ferragosto in Italia è carico di una simbologia legata all’estate e alla fioritura: già durante le “Feriae Augusti”erano comuni le gare e le processioni di animali addobbati a festa per le vie del paese, e ancora oggi molte tradizioni ancora esistenti in Italia si ispirano allo stesso principio, con palii, “cavalcate” e “infiorate” varie. Basti pensare, ad esempio, al senese Palio dell’Assunta, dove la gara si mescola all’omaggio verso la Vergine.
 Il giorno di Ferragosto era poi quello in cui i lavoratori ricevevano una speciale mancia dai loro padroni, usanza talmente radicata da diventare obbligatoria durante il Rinascimento tramite decreto pontificio. Secondo alcuni studiosi, la “tredicesima” degli odierni stipendi discende proprio da questa tradizione. In generale, come spesso accade in feste così antiche la distinzione tra le classi sociali tendeva a scomparire, e gli eventi con cui si rendeva omaggio alla fine del raccolto erano tra i più “democratici” di tutto l’anno, e non era affatto raro vedere il padrone ballare insieme al contadino.
 Come tante volte è successo per le festività di derivazione pagana, la Chiesa cattolica ha cercato di abolire e ha poi provveduto a dotare di un significato religioso anche il Ferragosto, dedicando il giorno all’Assunzione in cielo della Beata Vergine, dogma di fede stabilito da papa Pio XII il primo novembre del 1950. Al giorno d’oggi Ferragosto è quindi il giorno di festa più importante di mezza estate, variamente celebrato nelle varie località d’Italia secondo i diversi usi e costumi della tradizione.

 L’acqua, simbolo di fertilità soprattutto nelle torride notti agostane, è alla base di molte tradizioni collegate al Ferragosto. A Roma, ad esempio, fino a non molti decenni fa era uso comune allagare quasi completamente Piazza Navona ai primi di agosto, per offrire refrigerio ai cittadini e rievocare in qualche modo le antiche naumachie (battaglie navali che secondo alcuni storici si svolgevano nello stadio di Domiziano). Un altro simbolo di grande potenza è quello del fuoco, come già capita durante la notte di San Giovanni a giugno: in Sicilia, ad esempio, le feste dei “fuochi” – tipiche a Piana dei Greci – vedono il rogo celebrativo di grandi mazzi di ampelodesimi, mentre a Trapani una tradizione ancora fino a poco tempo fa imponeva agli abitanti di munirsi di torce e incamminarsi in processione per bruciare le erbacce ai lati della strada. A Messina, per terminare la carrellata siciliana, si ha la cavalcata del Gigante e della Gigantessa, ovvero di giganteschi fantocci realizzati in cartapesta che vengono portati in processione lungo le vie della città. I nomi con cui vengono indicati questi fantocci è indicativo dell’antichissima fortuna della festa di Ferragosto: Cam, Saturno, Rea o Cibele.

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