IL CUORE: LA SEDE DEI SENTIMENTI





Il cuore, in sanscrito Anahata," colui che risuona senza essere colpito". Tamburo cosmico.
In questo momento dell'anno i giorni sono più oscuri che mai, ma un soffio si prepara dal cielo perchè il 21 con il Solstizio, il Sole ricomincerà la sua corsa verso la luce.
E così noi. Non a caso le feste legate a questo periodo da sempre hanno a che fare con il cuore, i sentimenti, la luce.
Il diamante del cuore, l'unico luogo nell'universo in cui tutti i dolori possono essere sciolti.
La sede del cuore, dimora dei sentimenti eterni, dell'amore incondizionato, l'unico spazio in cui la rabbia si può trasformare in coraggio e tenerezza insieme, cicatrizzando, lavando, trasformando.
E così in questi giorni il cuore pesa per tutte quelle ferite che urlano per essere finalmente medicate, per tutta la solitudine che chiede incontro sincero, per quelle attenzione che ci sono mancate. Per quelle attenzioni che abbiamo fatto mancare.
Aprire di più quando si sente dolore è l'unico modo per lasciare che l'energia di questo tempo possa medicare. Contro il desiderio molto umano di chiudere ogni volta in cui sentiamo male.
Intendiamoci: c'è un tempo per leccarsi le ferite e c'è un tempo per restare nascosti, quando le lacerazioni non sanguinano più  ma ancora la pelle deve crescere sulla lesione.
Poi però c'è un tempo in cui il dolore deve diventare saggezza e crescita. Un tempo nel quale tutto questo può diventare un nuovo modo di amare. E di amarsi.
Se ci si innamora, così come quando se si ha paura, il cuore batte forte. Questa semplice osservazione ha reso da sempre il cuore organo mitico perché sede dei sentimenti. E fatto confondere moltissime volte l'amore con la paura e la paura con l'amore. Il cuore puo’ ammalarsi a causa di un “sentimento”, il cuore puo’ ammalarsi per una disfunzione del pensiero. Ed allora la cosiddetta “sindrome da crepacuore” evoca pensieri antichi mai smentiti. Sembra un infarto, ma non lo è, nella sindrome da crepacuore le arterie coronarie che portano sangue al cuore sono sane, eppure il sangue al muscolo non arriva ed il cuore si ferma, almeno per un attimo.
Cuore che sembra portare emozioni, sentimenti e inclinazioni proprie quando viene dato in sede di donazione. Come se oltre a muscoli e sangue ci fosse qualcosa di più: memorie che pulsano e portano di anno in anno, di cuore in cuore, attraverso le generazioni e gli eventi, un'Anima viva da sempre. Identità e vissuti.
Che la sede delle emozioni e dei sentimenti non sia il cuore bensì il cervello è un fatto che viene ormai detto da parecchio tempo. Quello che ancora non è patrimonio scontato di tutte le coscienze è che cuore e cervello appartengono entrambi ad una totalità strettamente interconnessa: il nostro corpo. Un’unità così compatta nelle sue interrelazioni psicofisiche che risulta difficile capire dove termina la psiche e dove comincia il fisico e viceversa.
Il cuore ha un significato molto più esteso perché designa tutta la persona nell’unità della sua coscienza, della sua intelligenza, della sua libertà; il cuore è la sede e il principio della vita psichica profonda, indica l’interiorità dell’uomo, la sua intimità ma anche la sua capacità di pensiero; il cuore è la sede della memoria, è il centro delle operazioni, delle scelte e dei progetti dell’uomo. In una parola, il cuore è l’organo che meglio rappresenta la vita umana nella sua totalità. Il cuore è lo Spazio Sacro della Dea/Dio nel nostro corpo.
Vi lascio sotto una musica che adoro e che, oltre ad essere ottima per la purificazione di emozioni e sentimenti, apre il cuore.
Quando il Cuore si apre si piange.
Si ride.
Molto spesso si ride e piange insieme.

Sara 
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