ROBERT IL FOTOGRAFO DELLA NATURA






Quando Robert Zhao Renhui era solo un ragazzo viveva immerso nella natura. Visitava spesso lo zoo di Singapore, aveva un bonsai su tutti i davanzali di casa e un acquario in ogni stanza. Divorava i documentari su National Geographic e Discovery Channel. Un amore così totalizzante nei confronti di piante, animali, paesaggi tale da trovarsi di fronte a un dilemma esistenziale: che gli uomini abbiano intrappolato tutto nelle loro regole?
Con questa ossessione in mente Robert ha iniziato una ricerca quasi filologica: cercare di sbrogliare il mistero sul significato stesso della parola natura. Non si definisce un attivista o un ecologista, non ne fa una questione di etica. È mosso piuttosto dalla curiosità di cercare una risposta alla sua domanda. «Tutti abbiamo risposte ed esperienze molto diverse a proposito di cos'è naturale», dice in un'intervista al Singapore Tatler. «Il pesce rosso è naturale? Lo zoo? Il parco?». Combinando questo suo interesse genuino e il talento con la macchina fotografica ha plasmato una nuova definizione: "zoologo critico".
Si definisce così, mentre cerca di affrontare e definire la relazione tra l'uomo e la natura evidenziando, con le sue immagini, come il nostro concetto del mondo naturale sia del tutto artificiale.
L'amore per la fotografia è nato da bambino. Amava giocare con la macchina fotografica di suo padre e aveva imparato a realizzare delle fotografie "fantasma" agendo con un pennarello sui negativi. Le aveva portate a scuola e aveva visto i suoi compagni spaventarsi moltissimo. Così aveva intuito quanto una foto possa condizionare l'osservatore e quanto sia un modo efficace per raccontare storie. Qualche anno dopo è partito per studiare fotografia nel Regno Unito presso il Camberwell College of Arts e il London College of Communication e poi è tornato a vivere a Singapore.
Qui ha fondato l'Institute of Critical Zoologist, un sito di ricerca scientifica che mira a sviluppare un approccio critico al modo in cui le persone vedono gli animali e la natura. «Diamo molta fiducia alla scienza, quindi ho preso in prestito l'aspetto istituzionale e il linguaggio di essa per vedere se la gente darà all'arte la stessa fiducia», spiega Renhui.
E il suo approccio alla fotografia è, in effetti, molto scientifico. Sembra quasi che Zhao Renhui studi il modo in cui funziona la mente di chi guarda un'immagine. Lui costruisce un soggetto, lo stratifica arricchendolo di narrazioni, quindi intreccia reale e immaginario e insinua un dubbio nello spettatore. Poi sta a guardare. Uno dei suoi scatti più famosi rappresenta un ramo con delle foglie verdissime. Una di queste è più chiara delle altre, sembra avere due occhi in cima. Il nome della foto è Insetto foglia. A tutti viene naturale individuare in quella sagoma più chiara la presenza dell'animale del titolo. Solo che in quell'immagine non c'è alcun insetto foglia. Si tratta solo di suggestione. «Sto facendo del mio meglio per rendere le persone consapevoli di come leggono le fotografie, di come reagiscono alle informazioni».
Ecco perché è così importante definire la natura e capire quanto il nostro atteggiamento e le nostre opinioni in merito finiscano per modellarla. Il concetto stesso di natura, secondo Zhao Renhui, esiste solo nei limiti descritti dagli esseri umani. Un altro esempio interessante in tal senso è il suo studio dell'ecosistema di Christmas Island, isolotto a sud dell'Indonesia dove gli ecologisti hanno deciso di eradicare tutti i gatti selvatici per salvaguardare le specie a rischio estinzione. Questo intervento per mano umana può essere considerato naturale? La preservazione di queste specie ha alterato un processo che sarebbe lecito definire natura? Sono proprio questi quesiti che affascinano il giovane artista.
Sfumando realtà e finzione, Robert Zhao Renhui riflette sui modi in cui l'azione umana e il suo intervento hanno alterato il mondo naturale. Tra creature curiose che si sono evolute per fronteggiare un ecosistema modificato o risultati di interventi umani tra mutazioni genetiche o digitali, il suo lavoro è apprezzato in tutto il mondo. Dalle mele quadrate ai rinoceronti nati senza corno, fino all'Unbreakable Egg, un uovo geneticamente modificato per non rompersi. L'indagine di questo "scienziato" e filosofo dell'immagine sfida la concezione dell'uomo, mette in discussione il significato di natura e dimostra come la definizione di questa parola sia solo la fusione di tante idee diverse tutte partorite dall'essere umano.


In Cover, Robert Zhao Renhui. Via Pagina Facebook @anzenbergergallery




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